Rassegna Stampa

Narciso Parigi

Il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi

 

Narciso Parigi: "Ebbene sì a ottant' anni sono di nuovo pronto per volare in tournée negli Stati Uniti"

 

In America, i negozi che vendono musica hanno stampato un volantino: «Vuoi imparare l'italiano? Ascolta le canzoni di Luciano Pavarotti e Narciso Parigi...».
Dall'altra parte dell'Oceano, Narciso è un mito che vende mi­lioni di dischi dai tempi di «Terra straniera», scritta da un gelata­io di New York, portata al suc­cesso da lui, intonata da Connie Francis e Dean Martin. E' diventata struggente film in cui fece l'attore al fianco di Tamara Lees.
Ora, a quasi 79 anni (è nato a Campi Bisenzio il 29 novembre del '27), gli Stati Uniti lo vogliono celebrare con una tournée coast to coast: da New York a Chicago, a Detroit, a Montreal e Toronto. Fino a Los Angeles e San Francisco. Sua moglie Fiorella, sposata minorenne, nel '55, vorrebbe tenerlo a casa: «Non sarà un viaggio pericoloso?». In Italia Narciso Parigi ha conosciuto momenti di grande popolarità a Milano, Roma, Torino, Napoli e partecipando a Sanremo, dal '55 al '62.  
Sull'Adriatico si lasciò convincere da Secondo Casadei a fare una delle prime in­cisioni di «Romagna mia». A Firenze, dove aveva debuttato alla radio con Odoardo Spadaro, cominciarono a imitarlo per le stra­de solo nel '64, con «Le ragazze di Monticelli». Scritta in casa, insieme alla moglie, quasi per scherzo. Negli Usa l'arietta rionale diventò «Le ragazze d'Italia»: 700 mila dischi appena uscita. Poi è venuto l'inno della Fiorentina, anche quello inciso per gioco. E Firenze, mai generosa con i profeti in patria, da Dante in poi, finalmente lo eleva fra i suoi simboli artistici. Oggi a mezzogiorno, nel Salone de' Dugento di Palazzo Vecchio gli tributerà un bel riconoscimento durante la presentazione del libro «Narciso Parigi, il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi», scritto dal collega Giovanni Ballerini per le Edizioni Semper.
Narciso, lo sa che domenica scorsa, prima di Fiorentina-Roma, ci fu gelo nello stadio perché non partiva l'inno nel momento in cui le squadre uscivano dal tunnel?

«Garrisca al vento il labaro viola... è considerato di buon auspicio. Come il volo della Colombina a Pasqua, per lo scoppio del Carro. Non a caso la Curva Fiesole rimediò subito cantandolo a squarciagola».
E' vero che lo incise... con i giocatori dell'lnter?
«Le parole le sentivo da bambino. L'inno lo depositai. nel 1957, a Milano. Come esecutore, non come autore. Mi sembrava più giusto.

Le parole le sentivo da bambino. L'inno lo depositai nel 1957, a Milano. Come esecutore, non come autore. Mi sembrava più giusto.

«Furono i miei suoceri a volerlo. Mia moglie Fiorella era minorenne. Stiamo insieme da 51 anni. L' ho sempre ascoltata. Ma questa tournée negli Stati Uniti la farò: sulla soglia degli 80 anni voglio... alzare la voce».

 

Sandro Bennucci (Firenze)

LA NAZIONE QUOTIDIANO NAZIONALE - IL RESTO DEL CARLINO - IL GIORNO

(6 aprile 2006)  


«PROPONGO che Narciso Parigi faccia il sindaco per un giorno come Alberto Sordi a Roma» dice l'onorevole Valdo Spini. «Grazie ma non ne sarei all'altezza nemmeno per un'ora» risponde Narciso Parigi, con l'umiltà e il sorriso aperto e cordiale che l'ha sempre contraddistinto in 60 anni di grande camera. Durante la quale ha portato in giro nel mondo gli stornelli fiorentini di Spadaro e la canzone d'autore italiana inci­dendo 5.500 titoli e vendendo decine e decine di milioni di dischi.

Ieri in Palazzo Vecchio nel Salone de' Dugento la cerimonia per festeggiare la voce di Firenze nel mondo, tenuta dall'assessore alle tradizioni popolari Eugenio Giani, con tanto di fascia tricolore, alla presenza di molte personalità tra cui amici e colleghi come Riccardo Marasco e Gino Latilla. Cerimonia durante la quale è stato presentato il libro Narciso Parigi, il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi edito dalla Semper Editrice e scritto da Giovanni Ballerini con prefazione di Paolo Limiti. Sessanta anni fa, esattamente il 6 giugno del 1946, Parigi usciva per la Cetra con il suo primo di­sco Ho lasciato il mio cuore a Firenze. Settantotto giri che indica­vano già il destino del cantante nato a Campi Bisenzio il 29 no­vembre del 1927. «Ringrazio tut­ti - dice semplicemente Parigi -tutti, gli amici, le personalità intervenute e i miei figli», con una punta di rimpianto per questi ultimi: «Gli ho visti piccoli - aggiun­ge - poi sono andato Oltreoceano a cantare, e quando sono tornato erano già grandi». Oltre ai dischi Parigi ha fatto anche 17 film, ed è stato ambasciatore della canzone fiorentina (Un bacione a Firenze per fare soltanto un esempio) negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Sua la voce dell'inno della squadra viola, i cui diritti regalò alla curva Fiesole come gesto di solidarietà verso la sua città quando la Fiorentina di Cecchi Gori fallì. La biografia di 300 pagine ripercorre la sua vita dagli esordi. Un'idea nata dall'editore Casini e realizzata grazie alla penna del critico musicale Giovanni Ballerini durante «tre anni di lavoro necessari per sviscerare ogni aspetto e lasciar affiorare i ricordi in maniera nitida». «Chi ha deciso di fare questo libro su me deve essere matto - scherza Parigi -. Io ho solo risposto alle domande, il resto l'ha fatto Ballerini in modo meraviglioso». Il cantante fiorentino è già pronto per un altro disco che conterrà dodici brani inediti scritti per lui da grandi autori. «Per ora ne ho registrato solo uno, chissà quanto ci vorrà per finire l'album. E a Sanremo semmai ci tornerò solo per giocare al Casinò».

Jacopo Cosi

 L’UNITA’ (6 aprile 2006)


L'ha scritto il giornalista Giovanni Ballerini

Narciso Parigi, un libro racconta 60 anni di carriera

La vita è un lungo percorso di momenti, di luoghi e di tante altre vite che si intrecciano in un unico filo. Quello che emerge è ciò che fa la differenza e qui la differenza è racchiusa in una parola: la fiorentinità, che si incarna in colui che ne è stato ambasciatore nel mondo. Narciso Parigi. Il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi, edito da Semper e scritto dal giornalista Giovanni Ballerini, racconta la vita appassionata di un uomo altrettanto appassionato, di uno degli interpreti senza dubbio più prestigiosi degli anni d'oro della musica italiana. Ieri il sa­lone dei Duegento, non a caso «il luo­go delle decisioni importanti», come ha detto Eugenio Giani, che in veste di assessore alle relazioni internazio- \ nali e ai gemellaggi ha presieduto l'evento, era colmo di personalità a tutto tondo; da professori di spicco come Cosimo Ceccuti ad ambascia­tori dello sport come Luigi Bartali, figlio dell'indimenticabile Gino e poi amici e parenti, la bis nipotina com­presa! Insomma tutti erano lì ad applaudire Narciso Parigi, il suo libro certo, ma so­prattutto 60 anni di una stellare carriera.

Emblema di questi anni è un disco, mostrato ai presenti. È necessaria una piccola rettifica, non «un», ma «il» disco, si tratta infatti della prima incisione pubblicata dalla Cetra nel giugno del 1946: Ho lasciato il mio cuore a Firenze. Parigi intanto ne ha pronto uno nuovo, 12 brani inediti, scritti per lui da grandi autori. «Per ora ne ho registrato solo uno - ha detto - chissà quanto ci vorrà per finire l'album». Questo libro, già dalla prefazione di Paolo Limiti, è un po' come un «occhio di bue» che punta la luce sulla figura del grande cantautore fiorentino, raccontando la sua generazione, la vita del paese, il fervore artistico a Roma e nelle metropoli d'oltreoceano, per poi tratteggiare, attraverso istantanee di parole, atmosfere e ricordi, il profilo di alcuni dei personaggi che Narciso ha incontrato nella sua carriera. Giani ha ricordato un gesto del maestro di grande valore, soprattutto per i fiorentini: «erano i giorni della ricostruzione della Fiorentina - ha detto - erano i giorni in cui occorrevano tante testimonianze», «la squa­dra allora era come un bambino in un'incubatri­ce e uno dei momenti fondamentali per legittimarla è stato quello in cui Narciso ha donato i diritti di Firenze per la Fiorentina». «Donò questi diritti alla curva Fiesole», ha precisato. Molte sono state le maniere con cui ieri i presenti hanno parlato di lui, persino come di un presidente ombra della città di Firenze. Giani ha persi­no scherzato sulla proposta che è stata avanzata di farlo sindaco per un giorno, come Rutelli fece con Alberto Sordi per Roma, ma Parigi a queste parole ha risposto dicendo: «non sarei capace di essere sindaco neanche per un giorno, anzi neanche per un'ora». Era davvero commosso, tanto da non nascondere la propria emozione. «Chi ha deciso di fare questo libro su di me deve essere matto», ha detto ridendo. «Io ho solo risposto alle domande che Ballerini mi ha posto, il resto l'ha fatto lui in modo meraviglioso». Poche altre sono state le sue parole: «vorrei dirvi che non so dirvi nulla, so dirvi solo grazie» ed ha sorriso semplicemente. Il suo pensiero conclusivo è volato ai figli, presenti in sala, ai quali ha dedicato le ultime parole con occhi lucidi: «l'unico rimpianto della mia vita è aver visto i miei figli piccoli e poi già grandi».

Cristina Manetti

IL GIORNALE DELLA TOSCANA (7 aprile 2006)


FIRENZE - Un volume ricchissimo di notizie, curiosità e foto per la voce di Firenze nel mondo. Viene pre­sentato oggi alle ore 12 in Palazzo Vecchio, nel salone de' Dugento, il libro che la Semper Editrice ha voluto realizzare per rendere omaggio a Narciso Parigi. Il titolo parla chiaro: "II senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi", l'autore è Giovanni Ballerini, mentre la prefazione è affidata ad uno dei massimi esperti della canzone italiana, Paolo Limiti.

In oltre trecento pagine sono presentate schede sulla produzione musicale, su quella radiofonica e cinematografica, foto d'annata e persino una breve rassegna stampa dedicata a Narciso Parigi, ma il volume è soprattutto uno scrigno pieno di ricordi e considerazioni che non aspetta altro che essere aperto. "A sessant'anni dalla prima incisione discografica di Narciso ("Ho lasciato il mio cuore a Firenze, Cetra, giugno 1946) - spiega l'autore - ci sembrava importante festeggiare l'avvenimento offrendo ai lettori qualcosa di diverso dalla solita biografia. Un progetto che unisse idealmente in un racconto lo spettacolo (e la vita) del dopoguerra con quello dei nostri tempi. Abbiamo avuto l'onore di avere in questo viaggio nel tempo un testimone speciale, un nocchiero scanzonato e fiero, ma anche umile e saggio come Parigi. E abbiamo deciso di condividere con il pubblico queste riflessioni". Ma Narciso si schermisce: "Se era per me, forse questo libro non si sarebbe nemmeno fatto"- scrive in una nota. "Poi l'editore Paolo Casini, mi ha spiegato che era coinvolto nel progetto Giovanni Ballerini, che conosco bene da anni. E allora mi sono lasciato convincere a condividere con loro tanti miei ricordi, tanti fatti che ormai anche per me rischiavano di finire nel dimenticatoio. E' una cosa fra amici - mi sono detto - e mi da la possibilità di parlare di tanti compagni d'avventura con cui ho condiviso gli anni più belli della mia vita e della mia carriera e allora non ho avuto più dubbi". Tutto il percorso della splendida carriera artistica di Narciso Parigi ed anche il "Narciso-pensiero" come giustamente lo definisce l'Autore, è racchiuso in questo libro voluto dall'editore Paolo Casini "prima, sulla spinta emotiva come ammiratore o fan che dir si voglia, e solo dopo come editore".

Ovviamente non è stato cosa semplice passare in rassegna oltre sessant'anni di carriera: il primo disco di Narciso Parigi è uscito nel giugno del 1946, e il libro sancisce e celebra proprio questo compleanno artistico. E il racconto è un filo diretto con Narciso, che ricorda e commenta il suo passato e il suo presente, con la consueta naturale eleganza, ma anche senza tanti peli sulla lingua. Il risultato è un libro diviso in capitoli tematici, ricchi di foto, notizie e spunti, ma sono soprattutto i tanti flash del "Narciso pensiero", le sue battute fulminanti, un libro che racconta una generazione, la vita del paese, il fervore artistico a Roma e nelle metropoli d'oltreoceano, per poi tratteggiare il profilo dei tanti personaggi (famosi e non) che Narciso ha incontrato nella sua carriera.

IL CORRIERE DI FIRENZE (6 aprile 2006)


È stato presentato ieri, giovedì 6 aprile, nella Sala de' Dugento in Palazzo Vecchio, il libro "Narciso Parigi il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi" la biografia del grande artista campigiano (originario della Villa) scritta da Giovanni Ballerini con la prefazione di Paolo Limiti.

Il libro esce in occasione di un compleanno artistico: i sessant'anni dalla registrazione del suo primo disco "Ho lasciato il mio cuore a Firenze". «Questo libro, fosse dipeso da me, non sarebbe mai uscito - dice Narciso Parigi - mi sono lasciato convincere per amicizia ma sono contento perché mi ha dato la possibilità di parlare di tanti compagni di avventura con cui ho condiviso gli anni più belli della mia vita e della mia carriera». Una carriera, come tutti sanno, iniziata nel suo paese natale, Campi Bisenzio, e proseguita in tutto il mondo. Campi è sempre nel suo cuore e non c'è un'intervista in cui lui non ricordi fiero la sua origine: «E' stata la mia vita, è lì che ho vissuto con i miei genitori, campigiani da generazioni, lì ci sono i miei amici - dice - sono andato via troppo presto, a 18 anni, e non ci sono mai più tornato a vivere, e anche se ho amici in tutto il mondo è Campi che considero la mia casa e anche se con i miei parenti ora i rapporti sono radi li penso sempre con molto affetto».

Il suo grande amore per Campi e per gli amici è racchiuso anche in un dolore che «non mi scrollerò mai»: la guerra era quasi finita, gli americani erano alle porte quando «i tedeschi bombardarono la città e tanti ragazzi morirono, ragazzi buoni, miei compagni di scuola, amici fraterni con cui andavamo a fare il bagno nel Bisenzio. Sono degli eroi e anche se non ci sono più li porto sempre con me»; ma anche durante la guerra «Campi si è dimostrato un paese forte che ha saputo rimanere in piedi proprio grazie al coraggio dei suoi ragazzi» evidenzia. Poi c'è una sua fobia, che l'ha accompagnato in tutte le tournée e che deve alla sua casa natale. «Sono nato alle Corti, sulla Gora c'era un lampione che attirava molti insetti, una sera in casa fummo invasi dalle falene. Ne entrarono a milioni e da allora mi è rimasta questa paura così negli spettacoli chiedevo di non posizionare luci sopra di me per evitare che potessero avvicinarsi le farfalle notturne». Anche per quanto riguarda l'inizio della sua carriera, racconta: «Ho cominciato al Teatro Dante, con tanti amici, non avevo voglia di studiare o di lavorare così pensavo di potermela cavare, poi ho scoperto che in realtà si lavora molto, tra chilometri e concerti si arriva a fine mese veramente distrutti. In America nel 1963 in 40 giorni percorremmo 50.000 km». Dopo il Dante è venuta la radio e le prime incisioni di dischi. Negli anni Cinquanta grazie alla Emi i suoi successi diventano internazionali e iniziano le tournée e le partecipazione agli show televisivi in Usa e Narciso Parigi si trova a cantare con le migliori orchestre del mondo. Ma Parigi è stato protagonista anche di 17 film, anche questi successi internazionali: «Poco tempo fa ho scoperto di aver avuto un disco d'oro in Giappone per la colonna so­nora del film "Tre franche di pietà", ma avendola scritta con uno pseudonimo, "Danstefand", dalle iniziali dei nomi dei miei figli, non l'ho mai avuto» conclude.

Tutti questi piacevoli ricordi, che fanno parte della nostra storia, in più di trecento pagine per rendere omaggio a un vero protagonista della canzone.

Melania Pellegrini

METROPOLI - Campi Bisenzio (7 aprile 2006)


«Chi ha deciso di fare questo libro su me deve essere matto». E' scherzoso ma anche emozionato Narciso Parigi alla presentazione della sua biografìa scritta dal giornalista Giovanni Ballerini con la prefazione di Paolo Limiti, pubblicata da Semper proprio nell'anno che segna i 60 anni dalla sua prima incisione discografica, "Ho lasciato il mio cuore a Firenze". Narciso Parigi. Il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi in oltre 300 pagine ripercorre la vita del protagonista dagli esordi, per conoscere un uomo vicino alla coscienza popolare della città e che ancora si identifica con Firenze. L'idea di scrivere questo libro è nata dall'editore Casini che afferma: «la mia fortuna è stata conoscere Narciso cinque anni fa e avere l'occasione di sapere tutto della sua vita a della sua carriera, per dar vita ad un libro che è nato prima per curiosità di un appassionato di musica e solo più tardi come progetto editoriale». Il libro è frutto di una rara complicità tra il cantante e Giovanni Ballerini che ha aiutato a ricordare i sessant'anni di vita e di carriera del cantautore toscano; lo stesso Ballerini l'ha definita una «biografia in diretta che leggendola si ha l'impressione di parlare direttamente con Narciso Parigi». Nel volume ci sono schede sulla produzione musicale, su quella radiofonica e cinematografica, foto d'annata e anche una breve rassegna stampa dedicata al fenomeno Parigi, un cantante protagonista di una carriera internazionale che non ha mai rinnegato il suo legame con la Toscana. A sessant'anni dall'incisione del primo disco, Narciso Parigi ne ha pronto uno nuovo, 12 brani inediti, scritti per lui da grandi autori. «Per ora ne ho registrato solo uno - dice, - chissà quanto ci vorrà per finire l'album». Ma a Sanremo non tornerebbe, neanche da ospite. «Lascio il palco ai giovani, ormai io non ho più l'età. Ci sono stato quando ero un ragazzo, ora non è più opportuno. A Sanremo tornerò ma solo per mangiare del buon pesce e fare una giocata al casinò»

 

Dante Bigagli

METROPOLI DAY (7 aprile 2006)


Una biografia del cantante fiorentino

Omaggio a Parigi

 

E' pronto ad arrivare nelle librerie il libro sulla biografia di Narciso Parigi, stampato da per Semper editrice. Più di trecento pagine per rendere omaggio a un protagonista della canzone, a un toscano che con il suo canto e la sua innata eleganza nel calcare la scena ha affascinato tante generazioni. In Italia e all'estero. In questo libro si trovano schede sulla produzione musicale, su quella radiofonica e cinematografica, foto d'annata e persino una breve rassegna stampa dedicata a Narciso Parigi, ma soprattutto uno scrigno pieno di ricordi e considerazioni che non aspetta altro che essere aperto. A sessant'anni dalla prima incisione discografica di Narciso ("Ho lasciato il mio cuore a Firenze", Cetra, giugno 1946) si voleva festeggiare l'avvenimento offrendo ai lettori qualcosa di diverso dalla solita biografia. Un progetto che unisse idealmente in un racconto lo spettacolo (e la vita) del dopoguerra con quello dei nostri tempi. In questo viaggio nel tempo un testimone speciale, un nocchiero scanzonato e fiero, ma anche umile e saggio come Parigi. Di cui si ripercorrono i tanti successi. 

IL CORRIERE DI FIRENZE (3 aprile 2006)


Il volume presentato ieri in Palazzo Vecchio dall'assessore alle Tradizioni fiorentine, Eugenio Giani

La carriera del grande Narciso Parigi in un libro

FIRENZE - Un fiorentino Doc, un toscano d'altri tempi con il cuore a Firenze e nella testa il motivo dell'inno della Fiorentina: la storia, la vita, la camera artistica di Narciso Parigi ripercorsa nella biografia del grande artista fiorentino che ha fatto dell'amore per la sua terra l'elemento portante della sua produzione musicale e del suo successo internazionale. In "Narciso Parigi. Il senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi" si ripercorrono non solo le tappe della carriera musicale del Parigi dagli esordi e dal primo disco, pubblicato nel 1946, passando per le apparizioni cinematografiche e al Festival di Sanremo, ma anche e soprattutto quelle più umane e personali del rapporto con i colleghi e amici, con i genitori, con la moglie Fiorella e i tre figli.Un omaggio di oltre trecento pagine a un protagonista della tradizione musicale toscana, quindi, che porta con sé ricordi e memorie, forse un po' sbiadite dal tempo, ma sicuramente ancora forti e presenti nel cuore dei fiorentini. L'indice dei capitoli riporta in scena la vita del Parigi senza lasciare nulla "dietro le quinte", dalla passione per lo sport al difficile dopoguerra, dal successo ottenuto negli Stati Uniti e in Canada ai ricordi di amici e colleghi, da una Toscana d'altri tempi al fervore artistico vissuto a Roma. Narciso Parigi si racconta quindi ai lettori tramite i racconti, le fotografie, le battute fulminanti e i "Narciso-pensiero" raccolti dall'autore del libro, Giovanni Ballerini, che tramite le pagine da lui scritte è riuscito nel difficile compito di realizzare non una semplice biografia, ma un vero e proprio filo diretto tra il grande "stornellatore" e tutti coloro che, ancor prima che lettori, ne saranno ammiratori.

IL CORRIERE DI FIRENZE (7 aprile 2006)


Narciso Parigi, un libro per ripercorrere la sua straordinaria carriera

 

Oltre trecento pagine per rendere omaggio ad un artista toscano che, con il suo canto e la sua eleganza nel calcare la scena, ha affascinato tante generazioni. In Italia e all'estero. S'intitola "Narciso Parigi - II senso della musica e della vita per un toscano d'altri tempi", il libro biografico uscito dalla fertile penna del giornalista fiorentino Giovanni Ballerini, e pubblicato proprio in questi giorni dalla Semper Editrice. Trecento pagine e tantissime immagini per ripercorrere la vasta produzione musicale, radiofonica e cinematografica di Parigi, uno scrigno pieno di ricordi e considerazioni che non aspetta altro che essere aperto. "A sessantenni dalla prima incisione discografica di Narciso ("Ho lasciato il mio cuore a Firenze", Cetra, giugno 1946) ci sembrava importante festeggiare l'avvenimento - spiega l'autore - offrendo ai lettori qualcosa di diverso dalla solita biografia".

www.toscanamusiche.it (1 aprile 2006)


Uscita la biografia di Narciso Parigi, un toscano d'altri tempi, ma sempre attuale.

 

"Un toscano d'altri tempi": così Giovanni Ballerini ha definito Narciso Parigi, l'ambasciatore della toscanità, nel suo libro a lui dedicato, presentato il 6 aprile nel Salone dei Dugento di Palazzo Vecchio alla presenza dell'Assessore Eugenio Giani. Più di trecento pagineper rendere omaggio ad un protagonista della canzone, a un toscano che con il suo canto e la sua innata eleganza nel calcare la scena ha affascinato tante generazioni in Italia e all'estero. Nel libro, edito da Semper, si trovano schede sulla produzione musicale, radiofonica e cinematografica, foto d'annata e persino una breve rassegna stampa dedicata a Narciso Parigi, ma soprattutto uno scrigno pieno di ricordi. A 60 anni dalla prima incisione discografica di Narciso, "Ho lasciato il mio cuore a Firenze" del giugno 1946, è importante festeggiare l'avvenimento offrendo ai lettori qualcosa di diverso dalla solita biografia. E' un progetto che unisce idealmente in un racconto lo spettacolo e la vita del dopoguerra con quelli dei nostri tempi.  Narciso, all'inizio, era titubante, non voleva pubblicare nessun libro sulle sue vicende; gli era stato proposto tante volte, ma aveva sempre declinato gli inviti. Ma l'editore Paolo Casini della Semper gli ha parlato di Giovanni Ballerini, critico musicale, che il cantante aveva già conosciuto e allora si è lasciato convincere a condividere con loro tanti ricordi, che rischiavano di essere perduti per sempre e che sono riaffiorati alla mente pian piano, passando in rassegna tanti anni di carriera canora e di soddisfazioni. Ne è scaturito un libro in presa diretta, che, oltre a puntare l'obiettivo sulla figura del grande cantante fiorentino (anzi di Campi Bisenzio!), racconta la sua generazione, la vita di paese, il fervore artistico a Roma e nelle metropoli d'oltreoceano, per poi tratteggiare il profilo dei personaggi, famosi e non, che Narciso ha incontrato nella sua carriera.

 

Nicoletta Curradi

www.comunicati.net (7 aprile 2006)


Un libro sulla vita e sulla carriera di Narciso Parigi

60 anni dalla sua prima incisione discografica, un libro in omaggio alla carriera artistica di Narciso Parigi. Oltre 300 pagine nate dall'idea di Paolo Casini di Semper Editrice e realizzate dal critico musicale Giovanni Ballerini, amico del cantautore toscano.
La biografia, presentata oggi in Palazzo Vecchio dall'assessore alla valorizzazione delle tradizioni popolari fiorentine, dall'editore, dall'autore e da Narciso Parigi, ripercorre la vita del protagonista dagli esordi, per conoscere un uomo vicino alla coscienza popolare della città e che ancora si identifica con Firenze. L'idea di scrivere questo libro è nata dall'editore Casini che come lui stesso ha ricordato "la mia fortuna è stata conoscere Narciso cinque anni fa e avere l'occasione di sapere tutto della sua vita a della sua carriera, per dar vita ad un libro che è nato prima per curiosità di un appassionato di musica e solo più tardi come progetto editoriale". Ma probabilmente questa biografia definita non solo un libro su Narciso, ma anche un libro sulla fiorentinità e sulla musica non sarebbe stato possibile realizzarla se l'autore non fosse stato anche un caro amico di Parigi. Il libro è frutto di una rara complicità che ha aiutato a ricordare i sessant'anni di vita e di carriera del cantautore toscano, lo stesso Ballerini l'ha definita una "biografia diretta che leggendola si ha l'impressione di parlare direttamente con Narciso Parigi".(fd)

www.pensalibero.it (7 aprile 2006)


Libri: Narciso Parigi

 

Film, canzoni, stornelli, radio, ma anche arte e soprattutto tante riflessioni ricche di buon senso . Narciso Parigi, Paolo Casini della Semper Editrice e l’autore Giovanni Ballerini presentano domani alle 12 nella Sala dei Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze il libro “Narciso Parigi Il senso della musica e della vita per un toscano d’altri tempi”, un interessante progetto che unisce idealmente in un racconto lo spettacolo (e la vita) del dopoguerra con quello dei nostri giorni. Questa biografia in diretta consta di più di trecento pagine ed è nata per rendere omaggio a un toscano che con il suo canto e la sua innata eleganza nel calcare la scena ha affascinato tante generazioni. In Italia e all’estero. Il volume viene pubblicato dalla Semper Editrice a sessanta anni esatti dalla prima incisione del grande cantante e stornellatore di Campi Bisenzio : “Ho lasciato il mio cuore a Firenze” fu infatti pubblicato dalla Cetra nel giugno 1946. Un’occasione per celebrare il compleanno artistico del portabandiera della fiorentinità nel mondo.

Ilaria Monici

www.scanner.it (5 aprile 2006) 


Musica: un libro sulla vita e la carriera di Narciso Parigi

Firenze, 6 apr . - (Adnkronos) - A 60 anni dalla sua prima incisione discografica, un libro in omaggio alla carriera artistica di Narciso Parigi. Oltre 300 pagine nate dall'idea di Paolo Casini di Semper Editrice e realizzate dal critico musicale Giovanni Ballerini, amico del cantautore toscano. La biografia, presentata oggi in Palazzo Vecchio dall'assessore alla valorizzazione delle tradizioni popolari fiorentine, Eugenio Giani, dall'editore, dall'autore e da Narciso Parigi, ripercorre la vita del protagonista dagli esordi, per conoscere un uomo vicino alla coscienza popolare della città e che ancora si identifica con Firenze.

(Fas/Col/Adnkronos)


Narciso Parigi: un libro per un grande della canzone italiana

Narciso Parigi, uno dei protagonisti della canzone italiana, si racconta in un libro (Giovanni Ballerini “Narciso Parigi” Edizioni Semper € 25,00), rivelando aneddoti, storie, ricordi e segreti del suo carattere e della sua carriera.

Più di trecento pagine e circa 70 fotografie per rendere omaggio al grande cantante fiorentino e alla sua arte che ha affascinato intere generazioni dagli anni quaranta fino ai sessanta, diventando una gloria della canzone italiana, insieme a Latilla ed altri, conosciuto ed amato anche oltre oceano.

Questo libro, nato a distanza di sessant’anni dalla prima incisione discografica di Narciso (“Ho lasciato il mio cuore a Firenze”, edizioni Cetra, giugno 1946), vuole essere un viaggio nel tempo condotto da un testimone di eccezionali qualità umane e professionali, come è Narciso Parigi, che unisce fatti ed eventi della vita e dello spettacolo dal dopoguerra fino ai nostri tempi.

Una ricostruzione storica, che Narciso Parigi ha accettato di fare e che ha condiviso sempre con il suo inesauribile entusiasmo e la sua schiettezza.

“Non è stato facile – ha dichiarato Parigi -  passare in rassegna tanti anni di carriera e di soddisfazioni. I ricordi sembrano un po’ sfumare alla mia età, ma la piacevolezza delle chiacchierate con Giovanni e la sua tenacia nel ricostruire fatti, nell’analizzare episodi, nel pormi senza posa domande, mi hanno aiutato a riappropriarmi idealmente di tanti momenti della mia vita e, come dicevo, mi hanno riportato affettuosamente alla mente momenti vissuti intensamente con collegi, maestri e naturalmente con il mio pubblico, che non finirò mai di ringraziare per tutte le gioie e le soddisfazioni che mi ha dato”.

Dal libro emerge l’indole semplice, diretta, di un gentleman di altri tempi, la schiettezza e la verve di un toscano Doc che ama la sua terra, l’arte e il bel canto. 

Per questo, Giovanni Ballerini, autore del libro sul grande cantante e stornellatore fiorentino, ha avuto l’idea di mettere in piena luce, oltre alla carriera artistica di Parigi, la generosità e la sincera verve con cui questo schietto vocalist ha sempre calcato la ribalta, la disponibilità di Narciso al dialogo con tutti.

Nella prefazione introduttiva, Paolo Limiti, descrive il profilo umano e professionale dell’amico Narciso Parigi: “Narciso Parigi è una persona che mi disegna il sorriso sulla faccia. Il suo modo di fare, la sua generosità irruente il suo essere esattamente com’è: una delle poche veramente belle sorprese del mondo dello spettacolo. Ho seguito Narciso dagli esordi. Mi piaceva la sua voce piena di colore, mi piacevano le sue canzoni “Firenze sogna”, “La piccinina” o“Cavallino corri e va”, mi piaceva la sua fiorentinità così estroversa ma sempre gentile ed elegante. Poi c’è il cinema. Io ho davvero visto “La prigioniera di Amalfi”, “Terra straniera”, “Amarti è il mio destino” e tutti i film di Narciso! In televisione l’ho perfino interrogato a tradimento su attrici che lui non sapeva nemmeno io conoscessi. Narciso Parigi è una persona che mi disegna il sorriso sulla faccia. Il suo modo di fare, la sua generosità irruente il suo essere esattamente com’è: una delle poche veramente belle sorprese del mondo dello spettacolo. Io non scrivo presentazioni. Ma ho deciso di farlo questa volta perché dopo averci pensato bene ho capito che non avrei dovuto parlare dell’amico o del grande artista che è Narciso, ma della persona che stimo profondamente come essere umano e questo mi ha messo le ali ai tasti. Il problema reale di quando ti chiedono di fare un tributo a qualcuno è quello di rispettare certe regole che i produttori, e anche il pubblico, si aspettano da te: è quello stereotipo un po’ codificato dove tu racconti della bravura e della carriera del personaggio come se, chi ti ascolta o ti legge, sapesse poco o addirittura niente di lui e questo giochetto un po’ fino e un po’ salottiero continua con la connivenza di tutti. Poi c’è la trappola del tono con cui si fa la presentazione: parlando chiaramente di un amico si rischia davvero di lasciarsi prendere la mano e andare sopra le righe, diversamente se ci si impone una certa formalità si diventa piatti e inutili. Ma poi le regole da seguire non finiscono qui, per esempio ci sono: l’ammirazione. Ogni “introduttore” che si conosca deve raccontare di avere sempre ammirato il personaggio e di averlo seguito fin dagli oscuri inizi della sua carriera, quando ancora il grande pubblico non gli aveva tributato il fragoroso applauso che l’ha poi portato all’enorme successo. Ma qui, per fortuna, mi va bene: è vero, io ho seguito Narciso dagli esordi. Mi piaceva la sua voce potente e piena di colore, mi piacevano le sue canzoni (vi posso sfidare ancora oggi a cantare con me parola per parola “Firenze sogna”, “La piccinina” o“Cavallino corri e va”), mi piaceva la sua fiorentinità così estroversa ma sempre gentile ed elegante. Poi c’è il cinema. Chi, tra coloro che mi conoscono, non sa che vado matto per il cinema?... Io ho davvero visto “La prigioniera di Amalfi”, “Terra straniera”, “Amarti è il mio destino” e tutti i film di Narciso! In televisione l’ho perfino interrogato a tradimento su attrici che lui non sapeva nemmeno io conoscessi".

Un libro che consigliamo appassionatamente.

CC

www.gusnazionale.it

gennaio 2007)

 

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